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Pedofilia: come funziona la castrazione chimica

Gli episodi di violenza sui minori rilanciano il dibattito sulla castrazione chimica: cos’è, come funziona, quando è efficace e con quali risultati. Tutto quello che c’è da sapere.

Pedofilia e violenze sessuali  sono  il frutto  perverso di  patologie che la medicina e la psichiatria studiano da tempo alla ricerca di rimedi che possano impedire ai violentatori di commettere abusi ed alla società di eliminare una piaga  che lascia segni indelebili ed a volte nascosti sulla psiche e sulla vita delle vittime.

La castrazione chimica è una delle soluzioni alle quali da più tempo si ricorre in molti Paesi sia europei che oltreoceano  e asiatici. Ma cos’è la castrazione chimica, Come si applica e con quali conseguenze ? E soprattutto è in grado di neutralizzare quegli impulsi malsani e spesso irrefrenabili ai quali i violentatori ed i pedofili spesso non sano resistere?

 

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La pedofilia e la castrazione chimica

Non ci sono  dati ufficiali sul fenomeno della pedofilia, su quanti la pratichino e sul numero delle vittime abusate, perchè sin tratta di violenze spesso  nascoste che maturano sia fuori che dentro l’ambito familiare, per le quali la vittima  soffoca nel silenzio e nella solitudine il suo lancinante dolore psichico che fa di tutto per dimenticare, inutilmente.

Una stima  indica nel 5% l’incidenza dei casi di pedofilia sul totale della popolazione maschile. Le vittime sono prevalentemente maschi ma esiste anche una casistica, numericamente meno rilevante , di pedofili donne con vittime infantili sia maschi che femmine.

 

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La causa della pedofilia

E’  acquisito il concetto che si tratti di patologie che danno origine a perversioni sessuali e comportamenti illegali.

Studi recenti hanno scoperto un collegamento tra la pedofilia  ed una determinata struttura e funzione del cervello, legata ad anomalie della corteccia frontale rispetto ai gruppi di pazienti utilizzati come controllo ed una ridotta attività dell’ipotalamo  al cospetto di immagini sessualmente esplicite.

Sono state identificate anche alcune correlazioni significative anche se non generalizzabili.  I soggetti pedofili analizzati hanno mostrato tutti una correlazione con alcune caratteristiche:

  • quozienti di intelligenza più bassi;
  • bassi punteggi di memoria;
  •  alti tassi di fallimento scolastico;
  •  bassa statura;
  •  alta percentuale di lesioni alla testa subite in età infantile con conseguente perdita di conoscenza.

Ciò non significa naturalmente che tutti coloro che sono poco intelligenti, di bassa statura ed hanno brutti voti a scuola siano anche pedofili, di fatto o in prospettiva, ma gli studi hanno evidenziato che esistono  caratteristiche neurologiche presenti nei pedofili fin dalla nascita che altri soggetti non pedofili non presentano.

 

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La castrazione chimica come terapia

Utilizzata già in Francia, Germania Svezia e Danimarca, per limitarci al continente europeo, la castrazione chimica  avviene  somministrando al paziente ( violentatore o pedofilo) alcuni farmaci a base di ormoni che hanno l’effetto di ridurre il desiderio sessuale interferendo con l’attività del testosterone (Depo Provera,Androcur, Lupron).

Secondo l’associazione per il trattamento delle tossicodipendenze sessuali “ trattamenti  anti androginici dovrebbero essere accoppiati con il monitoraggio e la consulenza adeguata all’interno di un trattamento globale”.

Al di la’ delle sue applicazioni nella prevenzione del crimine, la castrazione chimica viene anche eseguita come fase preliminare nel trattamento ormonale per la trasformazione da uomo a donna dei transessuali. In questo caso, il cambiamento sarà’ irreversibile dopo circa sei mesi. Il farmaco piu’ in uso attualmente e’ il Depo-Provera. Agisce sul cervello, inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone. L’effetto di tali farmaci può’ variare da 20 giorni a tre mesi. La castrazione chimica comporta, tuttavia, effetti collaterali sulle facoltà’ cognitive e sulla insorgenza dell’osteoporosi.

 

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I risultati e gli effetti della castrazione chimica

L’utilizzo di alcuni farmaci, specialmente le gonadotropine, sono risultati efficaci nel riduirre la libido nei soggetti trattati. Uno studioso della materia,  il prof. Berlin, ha sottolineato che tali farmaci sembrano avere effetti  efficaci  nel ridurre la libido ma non sembrano funzionare di fronte ad impulsi scatenati da rabbia e tensione.

Sta di fato che molti Paesi li usano, sia pure con varianti relative alla obbligatorietà . Negli Usa, è conseguente alla pena comminata dal tribunale; in Germania, dal 1969,  solo se il soggetto ha superato i 25 anni ed a seguito di una perizia medica); in Svezia dal 1993 solo con il consenso dell’interessato e se quest’ultimo e’ suscettibile di divenire recidivo);  in Danimarca dal 1973 dove ha sostituito la castrazione vera e propria, cioe’ chirurgica: il condannato poteva scegliere tra quella o la prigione; in Francia, dal 1997; in Norvegia e’ stata applicata a quattro stupratori consenzienti.

Il presidente dell’Associazione contro la pedofilia, Aldo Mirabile è cauto: “già in diverse occasioni abbiamo manifestato perplessità sulla terapia. Come per ogni tematica, è bene che prima di presentare la castrazione chimica come la soluzione al problema della violenza sessuale ci si informi sulla vera natura della stessa. Siamo altresì favorevoli alla sperimentazione di un trattamento farmacologico per i sex offender ma fino a che si parlerà di sperimentazione non è corretto presentare la terapia scientificamente valida.

 

Redazione Staibene

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