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Capricci e regali, come difendere i bambini dalla pubblicità in TV

L’allarme dei pediatri

La psicologia ha coniato il termine “nag.factor, ovvero il fattore assillo, che sarebbe il capriccio del bambino quando riceve dei “no” di questo genere pronunciati dai genitori.

E dai pediatri cominciano ad essere segnalate vere e proprie conseguenze negative che si manifestano in obesità, autostima e formazione del carattere.

Obesità – la pubblicità di prodotti alimentari particolarmente amati dai bambini (gelati, patatine fritte, merendine) realizzata con ricorso a sapienti mani di registi, videomaker, comunicatori, grafici creativi, che sanno creare storie ed immagini particolarmente accattivanti, creano nei bambini un bisogno ansioso ed assillante di prodotti visti nella pubblicità che in Italia è all’origine dell’aumento dell’obesità infantile, ai massimi livelli in Europa.

Autosima – un altro effetto da considerare, secondo i pediatri e gli psicologi infantili, è l’impatto della pioggia continua di messaggi pubblicitari sull’autostima dei bimbi, che li fanno sentire inferiori agli altri bambini se non hanno quel determinato prodotto pubblicizzato in Tv.

Sexy-comportamenti – La prof. Ferraris mette poi sull’avviso i genitori anche per quanto riguarda gli sport a sfondo anche vagamente erotico. L’immagine ammiccante, anche se non accompagnata da immagini esplicite, specie quando i bambini vedono gli spot per adulti, colpiscono i bambini anche se non sembra. Ed hanno l’effetto di oggettivare le donne ed indurre i giovani spettatori e le giovani spettatrici a ritenere che avere un look sexy, imitare atteggiamenti di testimonial o influencer sia l’unico modo per farsi degli amici e raggiungere la popolarità.

 

Leggi anche: Come convincere i bambini a mangiare le verdure

 

Cosa possono fare gli adulti ………..(segue)

Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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