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Candele, perchè per molti sono anche “sexy”

Quello che c’è da sapere per non sbagliare nella scelta

Utili, belle a vedersi e sì, anche un po’ sexy: chi non ha mai provato a fare un bel bagno caldo a lume di candela? Profumate o mangiaodori, sempre più spesso le candele si trovano nelle case degli italiani. Ma davvero si possono acquistare e usare in tutta tranquillità? E dove collocarle per sfruttarle al meglio? Per aiutarvi a superare qualche legittima diffidenza, ecco quello che dovete sapere.

Mangiafumo? Non proprio…
Non esistono delle vere e proprie candele capaci di “mangiare” il fumo. Ce ne sono alcune molto profumate che coprono gran parte dei cattivi odori, tranne quelli molto forti (come l’odore del gas e quello del fritto).

Come scegliere quella giusta per un determinato ambiente
Non tutte le candele profumate emanano il loro aroma con la stessa intensità. Quelle alla verbena, alla citronella o alla rosa vanno bene per gli ambienti piccoli (il bagno o una cameretta), perché dopo 5-6 ore il loro profumo inizia a svanire. Per gli ambienti più grandi (il salotto o la camera matrimoniale), è meglio scegliere una candela al pino o alla menta: la sensazione di freschezza rimarrà nella stanza anche per 7-8 ore.

 

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Sono naturali al 100%
Le candele possono essere realizzate in due modi: con i grassi vegetali e con la cera d’api. Le prime sono le più comuni, le cosiddette “candele da compleanno”, composte con la paraffina e la stearina, un grasso estratto dalle piante di palma e di cocco. Le seconde sono realizzate con la cera delle api, che garantisce brillantezza alle candele ed è facile da modellare e lavorare.

Ne basta una per stanza
È sufficiente una sola candela per profumare una camera e coprirne gli eventuali cattivi odori. Ma attenzione, scegliete la stessa essenza per tutti gli ambienti della casa: la somma di profumi diversi, anche se simili e delicati, può generare un odore molto forte e sgradevole.

Gli ambienti dove è meglio evitare
Meglio non accenderle nella stanza in cui mangiate: il loro profumo potrebbe mischiarsi a quello del cibo e risultare fastidioso. Per evitare che gli odori di cucinato si diffondano nel resto della casa, potete sempre tenerne una accesa nella camera accanto alla cucina o alla sala da pranzo.

Occhio alle allergie
Anche un profumo delicato e naturale come quello di una candela può generare intolleranze. Di solito un’allergia di questo tipo si manifesta con colpi di tosse e starnuti ogni volta che si entra nella stanza dove è accesa. Un consiglio: prima di acquistarne una, cercate di capire se siete intolleranti alla sostanza che contiene.

Come riconoscere quelle di qualità
Le migliori si riconoscono dal peso. Se una candela ha un peso consistente (più o meno 100-150 g), vuol dire che per realizzarla è stata impiegata una grande quantità di cera d’api o di grassi vegetali. Se invece è più leggera, significa che contiene più aria e di conseguenza si consumerà più rapidamente.

Come conservarle al meglio
Per evitare che si sciolgano o si ammacchino, quando non le usate (per esempio, durante l’estate) avvolgetele una per una in un foglio di carta stagnola. Quindi ponetele distese all’interno di una scatola di cartone, che sistemerete in un luogo fresco e buio (per esempio l’armadio o il soppalco).

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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