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Tumore al seno, la guardia è sempre alta

Il punto sulla lotta al cancro della donna per eccellenza

È il più frequente in Italia, ma le donne tendono ancora a sottovalutarlo. E così, nonostante tutti gli sforzi della ricerca e gli ottimi risultati in termini di diagnosi e minore mortalità del tumore al seno, si rischia di vanificare i notevoli passi avanti che si stanno facendo in questo settore. A fare la fotografia della situazione del carcinoma mammario nel nostro Paese è il presidente della Lega italiana per la lotta ai tumori (Lilt), Francesco Schittulli, che in occasione del lancio della Campagna Nastro Rosa 2012 per la prevenzione del tumore al seno ha reso noto i risultati di un sondaggio realizzato con Astra ricerche.

Le dimensioni del problema
Le donne italiane sanno che il tumore al seno è il più frequente in italia ma ne sottovalutano la diffusione: il 60% non sa che può colpire la donna anche sotto i 50 anni.
Il tumore al seno è il più frequente in quanto ne è colpita un a donna su dieci, nel 30% si manifesta prima dei 50 anni, ma può essere guarito facilmente anche senza danni estetici della donna purché diagnosticato precocemente.
In Italia si registrano ogni anno 42 mila nuovi casi e si stima che  una donna su 10 si ammalerà nel corso della vita. Tuttavia c´è anche una notizia buona: cala l´indice di mortalità ed in oltre l´80% dei casi si guarisce, percentuale che sale al 90% se la diagnosi è precoce.
Se ci fosse più informazione, si potrebbe anche ottenere di più e la mortalità potrebbe ulteriormente calare: a oggi il 49,8% delle italiane dice di non sapere molto della patologia. Addirittura più della metà delle intervistate sostiene di saperne come quattro o cinque anni fa, o anche di meno, sul tumore al seno. Solo il 9,4% del campione delle intervistate sa che il tumore al seno colpisce una donna su 10 (la maggioranza è convinta che riguardi una donna su 50 o 100).
I tre quarti del campione di donne esaminate dal sondaggio conoscono un´italiana che ha avuto un tumore al seno

Tenere la guardia alta
"Occorre massima attenzione", ha affermato Schittulli, "considerando che sta cambiando l´età in cui la malattia si manifesta: il 30% dei casi si verifica  prima dei 50 anni, fuori quindi dall´età prevista dai programmi di screening mammografico. Ulteriore motivo per sensibilizzare le donne alla diagnosi precoce, attraverso una maggiore informazione".

I falsi miti
Più prevenzione e informazione è, infatti, lo slogan della Lilt, che vuole  sfatare alcuni falsi miti. Facciamo qualche esempio delle "bufale" collegate al tumore al seno:

  • Il dolore al seno è un sintomo di tumore al seno
  • Il volume del seno incide sul rischio di tumore: più grande è il seno più è colpito dal tumore
  • Le protesi al seno per aumentarne il volume causano il tumore
  • L’uso di deodoranti aggressivi nella zona delle ascelle può portare – dopo vari anni – ad aumentare il rischio di tumori al seno
  • La depilazione ascellare può portare – dopo vari anni – ad aumentare il rischio di tumori al seno
  • Allenare i muscoli pettorali aumenta il rischio di tumori al seno
  • Le terapie ormonali che aiutano la donna nel periodo post-menopausa non comportano rischio di tumore al seno

Le verità
Ed ecco invece una serie di affermazioni rigorosamente vere, da tenere in considerazione sul cancro al seno:

  • Un’alimentazione attenta riduce il rischio di tumori al seno
  • L’attività fisica regolare riduce il rischio di tumori al seno
  • Limitare gli alcolici riduce il rischio di tumori al seno
  • Le gravidanze riducono il rischio di tumori al seno
  • L’allattamento riduce il rischio di tumori al seno
  • Esiste una predisposizione familiare: è più probabile ammalarsi se si hanno parenti stretti (mamma, nonne, sorelle, etc.) che si sono ammalati di tumori al seno
  • Prendere la pillola contraccettiva aumenta il rischio di tumore al seno.
Redazione Staibene

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