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Calcoli renali, li scopri e li elimini così

Tutto quello che devi sapere per scoprire ed eliminare i calcoli renali: diagnosi e terapie a seconda della dimensione dei sassolini” che danno dolore quando facciamo la pipì

Vita sedentaria e diete alimentari ricche di grassi sono le principali cause del boom dei calcoli renali  registrato dall’associazione europea degli urologi, una patologie che colpisce giovani e meno giovani senza preferenze per l’una o l’altra fascia d’età.. 
Il fatto è che se non ce ne siamo accorti prima, e qualche fastidio ci è capitato già di averlo, spesso non sappiamo cosa fare, innanzitutto perchè dobbiamo essere in grado di riconoscerli e poi per intervenire con qualche cura.[correlata1]
 Ecco dunque cosa fare in questi casi.

Come scoprire i calcoli renali

Quando si ha il sospetto di avere problemi di calcoli renali, la prima raccomandazione è di non perdere tempo e rivolgersi a uno specialista urologo. Sarà lui, sulla base della descrizione dei vostri sintomi, a prescrivervi nel caso esami specifici.[correlata2]

Si parte in genere con prelievi di sangue e urine: nel primo vanno controllati i livelli di calcio, acido urico, fosfati, creatinina, paratormone; nelle seconde si prendono in esame i livelli di calcio, acido urico, acido ossalico, acido citrico, eventuali tracce di sangue e infezione urinaria.

Una seconda fase della diagnosi consiste in test come la radiografia dell’addome (che però non è in grado di riconoscere i calcoli di acido urico, che risultano “trasparenti”) e l’ecografia dell’addome, per localizzare il calcolo e capire se sta per essere espulso oppure ostruisce le vie urinarie.

Alcune volte il medico può decidere di ricorrere a un´urografia o a una Tac, in modo da avere un quadro più completo della situazione.

Come liberarsi dei calcoli renali

Ci sono più modi per liberarsi dei calcoli renali.

In caso di calcoli molto piccoli, quelli di 5-6 mm, vengono di solito espulsi spontaneamente dall’organismo attraverso l’urina.

In caso di calcoli di dimensioni appena più grandi, si ricorre invece alla “litotrissia extracorporea a onde d’urto”, un procedimento che – dall’esterno e senza anestesia – consente di sbriciolare il calcolo, riducendolo a dimensioni tali da essere espulso spontaneamente. È un metodo particolarmente efficace, che però ha un limite: ottiene risultati soddisfacenti solo con calcoli piccoli e non troppo duri. Un calcolo più grande, infatti, potrebbe essere frantumato in pezzi grandi abbastanza da ostruire l’uretere e provocare coliche; un calcolo duro, invece, potrebbe resistere e non frammentarsi come si deve.

Quando i calcoli superano i 2 cm, è necessario intervenire direttamente sul rene, in anestesia, con strumenti (anche laser) che permettono di afferrare il calcolo, frammentarlo e rimuoverne i residui.

Redazione Staibene

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