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By pass aorto-coronarico, tutti i rischi, le complicazioni e chi li corre

C’è sempre un rischio in un intervento di cardiochirurgia ma nel caso del by pass, dopo i progressi ottenuti dalle tecniche e dall’esperienza degli ultimi 20 anni i rischi si soo ruidotti a circa l’1% medio di mortalità. Ma se andiamo a vedere di chi si tratta, si scopre che si tratta di persone che arrivano al by pass con una condizione di salute già oprecaria per akltre patologie, o di grossi fumatori. Per chi arrva al by pass in buona salutee, il rischio è addirittura inferiore.

I rischi dell’intervento sono di tipo operatorio o le complicanze. Post operatorie.

Il rischio dell’intervento dipende dalle Sue condizioni cardiache, dalle Sue condizioni generali, dalla presenza di altre patologie concomitanti e dallo stato funzionale dei principali organi ed apparati dell’organismo.

 

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Complicanze operatorie e post operatorie

Nonostante la massima premura e l’applicazione delle tecniche più aggiornate è possibile che durante e dopo l’operazione si manifestino delle complicanze, che verranno diagnosticate e trattate immediatamente. Se il Suo caso richiede l’impiego della circolazione extracorporea va tenuto presente che, pur avendo raggiunto oggi livelli sofisticati e un grado notevole di sicurezza, tale metodica altera temporaneamente i normali meccanismi fisiologici ed espone tutti gli organi ed apparati dell’organismo (cervello, polmone, intestino, rene, etc.) a possibili danni, con quadri di gravità variabile.

Di regola essi si traducono in disfunzioni non gravi e completamente reversibili ma, seppur di rado, possono evolvere sfavorevolmente, fino alle forme gravissime intrattabili ed irreversibili di compromissione multiorgano con esito mortale. Il rischio di lesioni (per es. ai vasi sanguigni o ai nervi) è elevato quando siano presenti circostanze anatomiche inconsuete o zone estese di deformità fisica.

La posizione che il corpo deve assumere durante l’intervento può causare lesioni ai tessuti deboli (pelle, decubiti in regione sacrale e calcaneare, nervi) che di solito guariscono nel giro di poche settimane, ma raramente lasciano disturbi permanenti (per es. dalla sensazione di intorpidimento fino alla paralisi). La separazione e la divaricazione dello sterno possono determinare stiramenti del plesso nervoso brachiocefalico ed alterazioni ossee della gabbia toracica. Dopo e durante l’operazione Lei sarà sottoposto, per un certo numero di ore, a respirazione artificiale, a costante controllo dei parametri vitali e a terapia intensiva post-operatoria.

 

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14 complicazioni che possono verificarsi

  1. occlusione improvvisa di un bypass coronarico con l’eventuale necessità di un nuovo intervento chirurgico;
  2. malfunzionamento di protesi valvolare; infarto cardiaco direttamente connesso con l’operazione;
  3. paralisi (temporanee o permanenti) alle braccia o/e alle gambe (per esempio a causa di una irrorazione sanguigna insufficiente);
  4. complicanze dell’apparato gastro-intestinale;
  5. complicanze cerebrali (conseguenza: disturbi del linguaggio e dei movimenti fino al coma) provocate da una irrorazione sanguigna difettosa dovuta a disturbi circolatori o embolie; trombosi, embolia (formazione di emboli e conseguente occlusione di vasi);
  6. emorragie: dalle suture chirurgiche e/o da anomalie della coagulazione del sangue;
  7. infezioni, suppurazione e guarigione ritardata delle ferite (ad esempio spugna con aspirazione negativa controllata);
  8. aritmie intrattabili o forme che possono richiedere ulteriori medicinali o l’impianto di un pace-maker;
  9. versamento di liquidi nella cavità pleurica e/o nel pericardio, che deve essere drenato. Il versamento pleurico viene drenato con una aspirazione tramite puntura in anestesia locale (toracentesi). Molto raramente la procedura può complicarsi con pneumotorace, emotorace, lesioni di organi intra addominali.
  10. raucedine (raramente affanno) in caso di paralisi delle corde vocali;
  11. respiro corto dovuto alla paralisi del diaframma;

 

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  1. complicanze bronco-pneumoniche serie che possono richiedere intubazione prolungata ed eventuale necessità di eseguire tracheotomia. La tracheotomia consiste in una cannulazione della trachea attraverso un’incisione anteriore sul collo: la procedura molto raramente può essere complicata da lesioni vascolari, infezioni, stenosi cicatriziali.
  2. Interposizione di aria o miscela di gas del ventilatore tra la parete toracica ed il polmone (pneumotorace) o di perdita di sangue nelle pleure (emotorace) che possono richiedere il posizionamento di un tubo di drenaggio all’interno del torace. Questa manovra può complicarsi molto raramente con lesioni vascolari o di organi intra addominali.
  3. complicanze renali che possono richiedere trattamento dialitico transitorio o permanente. Possono inoltre rendersi necessarie altre operazioni, per esempio la riapertura del torace per un trattamento emostatico, per la stabilizzazione di uno sterno non ancora risanato, per la correzione di una cicatrice esteticamente poco piacevole o, successivamente, per un nuovo intervento ai vasi coronarici.

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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