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Il bullismo si può vincere. Ecco come

Che cosa si nasconde dietro l’aggressività e la prepotenza tra adolescenti a scuola, ma non solo. Dove nasce il problema, come va affrontato in famiglia, tra amici, con gli insegnanti. Le strategie più efficaci per arginarlo e risolverlo

Il bullismo è un abuso di potere. Secondo gli studi che per primi hanno affrontato questo questo problema, perché una relazione tra soggetti possa prendere questo nome devono essere soddisfatte tre condizioni:

1) si verificano comportamenti di prevaricazione diretta o indiretta;

2) queste azioni sono reiterate nel tempo;

3) sono coinvolti sempre gli stessi soggetti, di cui uno/alcuni sempre in posizione dominante (bullo) ed uno/alcuni più deboli e incapaci di difendersi (vittime).

Le caratteristiche distintive del fenomeno possono essere cosi riassunte:

a) intenzionalità: cioè il fatto che il bullo metta in atto premeditatamente dei comportamenti aggressivi con lo scopo di offendere l’altro o di arrecargli danno;
b) persistenza: sebbene anche un singolo episodio possa essere considerato una forma di bullismo, l’interazione bullo – vittima è caratterizzato dalla ripetitività di comportamenti di prepotenza protratti nel tempo;
c) asimmetria di potere: si tratta di una relazione fondata sul disequilibro e sulla disuguaglianza di forza tra il bullo che agisce, che spesso è più forte o sostenuto da un gruppo di compagni, e la vittima che non è in grado di difendersi;
d) tipologie diverse con cui si manifesta: nonostante spesso si pensi al bullismo fisico, dobbiamo ricordare che il comportamento d’attacco può essere perpetrato anche con modalità verbali di tipo diretto (offese e minacce) e con modalità di tipo psicologiche e indirette;
e) natura sociale del fenomeno: come testimoniato da molti studi, l’episodio avviene frequentemente alla presenza di altri compagni – spettatori o complici – che possono assumere un ruolo di rinforzo del comportamento del bullo o semplicemente sostenere e legittimare il suo operato.

(fonte: Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, campagna nazionale contro il bullismo)

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Redazione Staibene

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