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Enfisema polmonare, speranze per chi soffre

Si chiama Broncopneumopatia cronica ostruttiva ma tutti la chiamano enfisema polmonare. Nuove terapie allungano la vita del paziente.Ecco quali.

Si chiama Broncopneumopatia cronica ostruttiva ma tutti la chiamano enfisema polmonare o bronchite cronica ed è la patologie che  ti toglie il respiro. Ma è davvero così pericolosa? E quanto è diffusa in Italia? E come curarla?
Cos’è la Broncopneumopatia cronica ostruttiva
Colpisce seicento milioni di persone nel mondo, in leggera prevalenza maschi. In Italia, fa registrare 2,6 milioni di pazienti (pari al 4,5% della popolazione) e provoca circa 18 mila morti l’anno, vale a dire la metà di tutti i decessi per malattie respiratorie.
La broncopneumopatia cronica ostruttiva la incontri anche sotto l’acronimo BPCO, ed è tra le più pericolose patologie che riguardano l’apparato respiratorio.
Malattie polmonari in rapido aumento. Ecco perchè

Le malattie respiratorie sono in preoccupante aumento in tutto il mondo, complici il moltiplicarsi dei fattori di rischio (inquinamento atmosferico e fumo di tabacco in primo piano) e una non sufficiente attenzione alla prevenzione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che le malattie polmonari arriveranno ad essere la prima causa di morte a livello globale entro i prossimi dodici mesi e le ha inserite tra le priorità che la ricerca medica deve affrontare nel prossimo decennio, insieme alle malattie cardiovascolari, ai tumori ed al diabete.

In Italia affliggono 10 milioni di persone e provocano 112 mila morti ogni anno: le malattie dell’apparato respiratorio rappresentano una delle più frequenti cause di malattia, di invalidità e di morte nel mondo e in Italia. Esse determinano, uno dei più rilevanti problemi sanitari sia per l’elevato numero di persone che ne sono affette, anche nelle fasce d’età giovanili, sia per l’elevata mortalità e morbilità, sia per i costi diretti ed indiretti.

Centinaia di milioni di persone nel mondo soffrono di malattie dell’apparato respiratorio, di cui 300 milioni sono asmatici, 210 milioni affetti da BPCO, 400 milioni da rinite allergica e 100 milioni risultano affette da OSAS.
Ma, cosa ancora più grave, mentre altre patologie registrano una significativa riduzione, sia in termini di incidenza che di prevalenza, le malattie dell’apparato respiratorio sono destinate ad aumentare nel tempo, tanto da far presumere che la BPCO diventerà la terza causa di morte nel 2020.

 

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Arrivano nuove terapie  che riducono i danni

Oggi, grazie alla ricerca sempre più avanzata in questo campo, sono in arrivo nuove terapie capaci di ridurre gli episodi di aggravamento, migliorare la qualità della vita e allungare la sopravvivenza di chi ne è affetto.
Già, perché quando è in uno stadio avanzato, la malattia causa pesanti limitazioni alla vita quotidiana, con un forte impatto non solo fisico, ma anche psicologico: salire le scale o effettuare qualsiasi movimento può diventare molto difficile a causa dell’insufficienza respiratoria.
Il 65-68% degli ammalati incontra difficoltà anche solo nel fare una passeggiata o nel compiere normali lavori domestici, più di metà di loro faticano a rifare il letto o a lavarsi.
Nelle persone giunte a uno stadio di gravità elevata di BPCO, ogni volta che si verifica un intenso peggioramento dei sintomi (causato in genere da un´infezione), si produce un aggravamento permanente della malattia e delle condizioni di salute generali.
Si è svolta di recente a Birmingham (Gran Bretagna) la quinta Conferenza internazionale sulla BPCO. Tra i risultati annunciati nel corso dell’appuntamento, è stato dimostrato che l´associazione di un antinfiammatorio corticosteroideo (la budesonide) a un broncodilatatore beta 2-agonista a lunga durata d´azione (il formoterolo) e/o a un broncodilatatore beta 2 agonista a breve durata d’azione (la terbutalina), riduce del 44% il rischio di mortalità a un anno e migliora le condizioni di salute degli ammalati e la loro capacità di svolgere le normali attività quotidiane, rispetto al trattamento con il solo broncodilatatore.

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Redazione Staibene

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