• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

54 visite

Bambini, come convincere i nostri figli a muoversi di piA?

Niente imposizioni, meglio aumentare le motivazioni. I risultati di uno studio lo confermano

Sempre meno sedentari e sempre piA? impegnati in attivitA� che richiedono movimento. Dopo anni in cui i genitori italiani si sono lamentati perchA� i loro bambini passavano il proprio tempo libero davanti alla Tv o allo schermo del Pc, sembra essere in corso una��inversione di tendenza. I giovanissimi italiani fanno movimento eccome. Quantomeno, ne fanno piA? di un tempo.

 

Leggi anche: Sport, ai bambini serve almeno mezz’ora al giorno

 

Effetti positivi

A? la tesi a cui si A? giunti a conclusione delle campagne a�?Diamoci una mossaa�? e a�?Ridiamoci una mossaa�?, organizzate tempo fa dalla��Unione italiana sport per tutti (Uisp) dopo aver monitorato per due anni 20 mila bambini delle scuole primarie di tutta Italia.

Le cifre parlano di un -9% di attivitA� completamente sedentarie e di un +16% di attivitA� motorie di tipo impegnativo (correre in bicicletta, sollevare oggetti pesanti, ecc.).

Non solo: nei bambini sovrappeso lA?indice di massa corporea al termine delle attivitA� era diminuito del 2,5%, nei bambini sottopeso era aumentato del 4%.

Questo miglioramento registrato nei giovanissimi sembra essersi riflesso anche sui genitori, se A? vero che tra questi i livelli di sedentarietA� sono calati del 5,6%.

 

Quanto contano le motivazioni
I progetti hanno dimostrato come non sia tanto necessario mettere a dieta le persone, quanto quello di abbinare a una��alimentazione corretta uno stile di vita attivo. Il tutto per sensibilizzare le persone su un migliore rapporto con il proprio corpo, con la��alimentazione e con la��attivitA� motoria. In piena sintonia con la filosofia dello sport per tutti.

a�?Uno degli elementi su cui abbiamo impostato la campagna era il tentativo di modificare delle abitudini non attraverso degli obblighi, ma attraverso lA?aumento delle motivazionia�?, spiega il professor Fabio Lucidi, della facoltA� di Psicologia 2 della��UniversitA� di Roma a�?La Sapienzaa�? e responsabile scientifico del progetto.

a�?Un bambino puA? mangiare regolarmente la verdura perchA� A? obbligato a farlo, ma in questo caso, non appena il controllo esterno dei genitori dovesse venire meno, lA?alimentazione tornerebbe ad assumere un piano di minore equilibrio.

 

Leggi anche: Come lo sport influenza l’appetito

 

Abbiamo monitorato costantemente le motivazioni autonome dei bambini durante il progetto, rilevando un incremento significativo della spinta autonoma verso questi comportamenti.

Per intenderci meglio, se avessimo chiesto ai nostri bambini di dirci perchA� A? importante evitare di mangiare troppe patatine fritte, allA?inizio del progetto ci avrebbero risposto a�?perchA� mamma non vuolea��; alla fine del progetto molti di loro ci hanno risposto a�?perchA� anche le verdure sono buone e coloratea��.

Al di lA� delle valutazioni di tipo aneddotico e qualitativo, anche in questo caso abbiamo dei dati quantitativi che mostrano che questo effetto A? significativo dal punto di vista statisticoa�?.

 

Leggi anche: Sport, anche l’ora conta per farlo meglio

 

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}