• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

1.140 visite

Bambini all’asilo: come fare l’inserimento e capire quando puoi lasciarli

La sfida più grande che un genitore deve affrontare nel mese di settembre è spesso l’inserimento del bambino all’asilo, che si tratti di inserirlo al nido alla materna quasi non fa differenza.

Definirla sfida grande però non significa riferirsi solo al distacco che deve subire il bambino; spesso si tratta anche del problema contrario, cioè del distacco che il genitore non riesce a sopportare dal suo bambino, specialmente se il bambino era stato tenuto a casa saltando la fase del nido..
Se provate a chiedere a qualsiasi mamma con la quale avete rapporti vi troverete sempre di fronte a mamme spesso angosciate e ansiose. Strette nella tenaglia del lavoro, che pretende presenza ed affidabilità della lavoratrice, e l’affetto del bambino che al mattino può arrivare anche a inscenare scene davvero strazianti per qualsiasi mamma.

Il timore di ogni mamma è che il distacco del piccolo dal genitore possa generare traumi infantili che producono conseguenze a distanza. E questo può davvero accadere a volte, anche se nella maggior parte dei casi così non è.

Ma come capire se il distacco è drammatico davvero o è solo una momentanea sceneggiata del vostri furbissimo bambino per tenervi incollati a lui? E come va fatto questo inserimento all’asilo perchè non produca danni o traumi?

 

Leggi anche: Scuola materna, per i bimbi solo vantaggi

 

Come comportarsi nell’inserimento all’asilo

La psicologia evolutiva si è occupata molto della questione ed è merito anche di questo sviluppo che oggi, in tutte le scuole, la prima settimana di settembre è dedicata al cosiddetto “ inserimento”, cioè al periodo di accompagnamento alla scuola ed al graduale distacco.

C’è una frase, ormai divenuta iconica, di un pediatra e psicoanalista britannico, Donald Winnicot, che è divenuta il mantra di qualsiasi educatore:
“Oggi sentiamo parlare spesso di bambini disadattati, il cui disagio a mio parere deve essere attribuito all’incapacità dell’ambiente di adattarsi adeguatamente ai loro bisogni nelle fasi precoci dello sviluppo.”

Cosa sta a significare? Che i bambini quando sono piccoli hanno davvero bisogno di mille attenzioni e cautele per gestire il momento del distacco dal genitore. E’ vero che qualsiasi essere umano forma la propria autonomia e indipendenza attraverso le fasi del distacco dal genitore, ma è anche vero che, secondo la frase citata, ci sono esigenze nell’età evolutiva che debbono essere ascoltate ed accolte adattando l’abiente, cioè la scuola, ai bisogni del bambino, e non il bambino alle esigenze della scuola o del lavoro dei genitori.

Come comportarsi dunque?
Intanto occorre individuare le differenze tra bambino e bambino. C’è il bambino che si fa un pianto di sfogo e tristezza quando il genitore si allontana e si lascia consolare dalla maestra e un altro che si dispera in totale balia dell’angoscia dell’abbandono ,con parole urlate miste a pianto, il corpo che si agita e si ribella, scalcia e si dimena se le maestre provano a consolarlo.

E’ evidente che si tratta di due tipologie diverse che diversamente vanno affrontate.

 

Sei un genitore ideale? Scoprilo con IL TEST

 

Le 5 fasi dell’integrazione da seguire e i 5 consigli per il genitore

Gli psicologi che si sono interessati a questi aspetti hanno identificato 5 step nella fase di inserimento che possono essere d’aiuto alle mamme ed ai papà per capire quando il bambino può essere lasciato a scuola, e soprattutto come fare a incanalare il bambino lungo queste fasi in modo che le viva serenamente.

Ad ognuna di queste fasi corrisponde un comportamento che il genitore dovrebbe seguire. Di seguito li indichiamo così come Paola Molina  docente a Milano all’Università del Sacro Cuore li ha formulati in occasione del XXVI Congresso AIP – Sezione di Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione.

Fase 1
Prossimità fisica: il bambino si aggrappa al genitore o semplicemente ha bisogno di stargli vicino per sentirsi sicuro, ciò che accade intorno lo interessa poco. E ‘ ancora presto per lasciarlo.

Cosa deve fare il genitore: stare con il bambino; non lasciarlo piangere andando via……………..

 

Leggi anche: Come scegliere la scuola materna

 

 

(segue)…………

 

Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}