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Asma, gli stili di vita ok per ridurre i farmaci

Uno studio dimostra che seguendo regole facili si possono tagliare fino al 70%

L’uso dei farmaci può ridursi di oltre due terzi, mentre il controllo sulla malattia triplica. Questo grazie al programma pediatrico "Io e l’Asma", basato sull’attuazione di stili di vita sani e corretti, verificato con uno studio su 730 pazienti, condotto insieme ad alcuni Centri di ricerca americani.

I casi di asma in crescita
"La prevalenza dell’asma è in aumento", aggiunge Sebastiano Guarnaccia, Responsabile del Laboratorio Clinico Pedagogico e Ricerca Biomedica/Centro "Io e l’Asma", degli Spedali Civili. "Non solo a causa dei già noti fattori di rischio: acari, pollini, infezioni e inquinamento, ma anche per l’incremento di fumo attivo, alimentazione scorretta, sovrappeso, sedentarietà".
Spesso, inoltre, si innescano relazioni amicali difficoltose, ansia e depressione con importanti ripercussioni sul controllo della malattia. Questo costringe ad aumentare i farmaci, con un rischio maggiore di effetti collaterali sulla crescita del bambino.

Gli stili di vita da adottare
"Ma stili di vita sani e corretti", continua Guarnaccia, "migliorano il controllo della patologia cronica in questione, prevenendone i sintomi. I risultati su 730 pazienti confermano che, dalla prima alla terza visita e dopo 6 mesi di monitoraggio, i risvegli notturni diminuiscono di quattro volte e le limitazioni nelle attività quotidiane del 60%. Inoltre, si azzerano le visite dal medico, gli accessi al pronto soccorso e i ricoveri, con risultati economici tangibili".
Il progetto "Io e l’Asma" è frutto di una collaborazione tra Brescia e centri americani leader internazionali nella ricerca in questo campo, grazie al supporto e stimolo dell’Associazione Laboratorio Clinico Pedagogico e Ricerca Biomedica Onlus.
"È un modello clinico e sugli stili di vita unico, nato nel 2009 e sviluppato a Brescia, grazie alla collaborazione tra Università e Spedali Civili", ha spiegato il professor Sergio Pecorelli, Rettore dell’Università Statale bresciana, durante il Convegno "Malattie croniche e promozione della salute: dal modello al sistema".
"Siamo alla fine di un altro ciclo, iniziato nel 2009, ma ci poniamo subito un ulteriore ambizioso obiettivo: adattare il programma ad altre patologie croniche, anche negli adulti".

Redazione Staibene

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