• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

3.004 visite

Smartphone: arriva il “Vamping”, la malattia degli “iperconnessi”

Troppo Pc, smartphone, tablet, socialnetwork creano una pericolosa dipendenza che porta alla depressione

Il caso di un bambino di 13 anni affetto da “connessione acuta” è stato curato dai medici. Era in completo isolamento, poi sfociato in depressione per dipendenza da computer.
Il dott. Federico Tonioni si occupa di dipendenze da Internet a tempo pieno da ormai 4 anni. al Policlinico Gemelli di Roma ed insieme ad un’equipe di psicologi e psicoterapeuti insegna alle persone ad arrossire di nuovo e a non averne paura. La dipendenza da Internet (IAD, Internet Addiction Disorder) è una patologia studiata di recente, se ne sa ancora molto poco. Ma è abbastanza diffusa, anche in Italia, da tenere l’Ambulatorio aperto dalle 9 del mattino alle 18 del pomeriggio ed organizzare una terapia di gruppo settimanale per i genitori dei nativi digitali dipendenti dalla rete.
Sono più di 600 le persone passate dal Policlinico Gemelli  da quando – primo in Italia – ha aperto l’Ambulatorio per la dipendenza da Internet. “Non dobbiamo vedere tutto come una patologia solo perché non lo conosciamo”, avverte Tonioni. Internet è una miniera di risorse ed è impensabile abbandonarla ora che l’abbiamo scoperta. Per qualcuno, però, può essere difficile ricordarsi che esiste un mondo in superficie.
Videogame online, chat, social network, di cui Facebook è il re indiscusso. Il web rappresenta un mondo parallelo in cui rifugiarsi ed essere qualcun altro senza dovervi investire emotivamente. Oggi si può scrivere a qualcuno che si trova dall’altra parte del mondo rimanendo sdraiati sul proprio letto, dimenticandosi del corpo, del tempo che passa, come se si stesse dirigendo un sogno.

Leggi anche: Troppo HI TECH? Ecco cosa rischi

La dimensione del fenomeno
I ragazzi assuefatti alla rete sono l’80% dell’utenza del Day Hospital di Psichiatria del Gemelli del Gemelli, e per lo più sono di sesso maschile. Il restante 20% sono adulti e nel loro caso, a destare problemi, sono le ore di gioco d’azzardo online e di accesso ai siti porno che arrivano a far perdere il posto di lavoro.

Nei casi più acuti i giovani passano fino a 18 ore al giorno di fronte ad uno schermo. Si perde il sonno, la concezione del tempo e dello spazio si dilatano e distorcono. Un trip da cui è difficile svegliarsi perché Internet non dorme mai, è un flusso continuo, sempre pronto a saziarci con emozioni facili, rapporti puramente “cognitivi” e allo stesso tempo così intimi da scambiarsi inviti sessuali.

Tag:
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}