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Anoressia e bulimia, tutti i pericoli dal web

Quanto rischiano i ragazzi che navigano tra siti e Youtube

Il web dà una notevole spinta agli adolescenti verso l’anoressia e la bulimia. Ci sono precisi codici di scrittura fra coloro che inseguono il mito della magrezza, YouTube è il canale più usato e i ragazzi non rischiano meno delle ragazze. Lo spiegano, dalle pagine del quotidiano britannico "Telegraph", gli esperti della "B-eat beating eating disorders", network di aiuto online della "Eating disorders association" inglese e scozzese dedicato alle famiglie, in occasione della settimana di sensibilizzazione sui disturbi alimentari in Inghilterra.
Nel Regno Unito i disturbi dell’alimentazione colpiscono 1,6 milioni di persone e negli ultimi 12 mesi i ricoveri ospedalieri per queste cause sno aumentati dell’8%.

Quali pericoli dal web
Gli esperti britannici invitano i genitori a essere più vigili e spiegano che i siti a rischio sono quelli che promuovono i disturbi alimentari come stile di vita. Bocciati i blog sulla magrezza che riportano immagini di persone famose molto magre. Molti siti sono a cura di anoressici o bulimici che credono che l’anoressia sia una scelta di vita.
Esiste, inoltre, un linguaggio in codice molto usato nei blog che invitano al dimagrimento. Le abbreviazioni "ana" come anoressia e "mia" come bulimia sono le più usate, spesso accompagnate da una serie di indicazioni pratiche per calare di peso, dalle purghe al digiuno.
Youtube è il canale più usato e pericoloso: ci sono centinaia di video che incoraggiano a mostrarsi sempre più sottili.
Vietato, poi, fare l’errore di credere che i maschi siano fuori pericolo: per i disturbi dell’alimentazione, anoressia compresa, non ci sono distinzioni di genere.
Monitorate il peso dei figli "oltre" i vestiti: spesso chi ne soffre tende a nascondersi, vestendosi a strati.
Infine non aspettate a chiedere aiuto agli psicologi e alle associazioni di aiuto.

Quanto conta la famiglia
Commenta Andrea Vania, docente di pediatria alla Sapienza e consulente per la nutrizione della Società italiana di pediatria (Sip): "Il web può accentuare lo stato laddove già si è orientati verso questo tipo di problemi, ma può anche favorirne la presa di coscienza. I siti pro-ania e pro-mia vengono spesso denunciati in Italia e poi chiusi. La cosa primaria per tutelare i bambini e gli adolescenti resta il buon rapporto diretto nella famiglia, ma tenere un occhio vigile sul comportamento dei figli, su cosa cercano online e affrontare la questione per tempo sono fattori altrettanto importanti. Oltre che chiedere il supporto di psicologi senza perdere tempo prezioso".

Redazione Staibene

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