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Anoressia e bulimia in crescita tra le ragazze

I disturbi alimentari di origine nervosa colpiscono il 6% delle giovani

La sempre maggiore attenzione per la cura dell´immagine porta con sé una conseguenza molto seria: il rischio elevato di essere colpiti da un disturbo alimentare di origine nervosa, dunque anoressia o bulimia, per citare le forme più note e pericolose. In Italia il problema è in continuo aumento, specie tra le ragazze molto giovani e in quei settori che si basano sull´immagine: su tutti, la moda e discipline a metà tra l´arte e lo sport come la danza.

Le dimensioni del problema
Come spiega Nazario Melchionda, presidente della Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare (Sisdca) e professore associato di Endocrinologia all´Università di Bologna Alma Mater Studiorum, "anoressia, bulimia e altri disturbi alimentari sono un fenomeno in aumento in Italia, dove c´è una sempre maggiore attenzione nei confronti dell´immagine. E i settori dove queste malattie sono più diffuse rimangono la moda, che presenta ancora oggi in passerella modelli di donna impossibili, e lo sport, in particolare la danza".
Anoressia, bulimia e disturbi non altrimenti specificati (nella terminologia inglese definiti come Ednos: Eating Disorders Not Otherwise Specified), fanno registrare numeri da vera emergenza: le stime dicono che, tra le giovani donne, l´incidenza di queste malattie sia dello 0,5% per l´anoressia, tra l´1% e il 2 % per la bulimia e circa del 3-4% per i disturbi Ednos. In sostanza si può affermare che circa il 5-6% della popolazione femminile tra i 12 e i 25 anni, soffre di un alterato e patologico rapporto con l´alimentazione e il corpo. Una percentuale che, secondo la Sisdca, può salire al 10% considerando anche i disturbi parziali, cioè quelle situazioni non ancora patologiche, ma che possono rappresentare un campanello d´allarme.

I danni
"Una volta, la Venere di Milo era considerata una donna bellissima", dice Melchionda, "oggi viene ritenuta grassa. La moda oggi è intrusiva: per vendere vestiti si farebbe di tutto, così nelle sfilate appaiono donne" ancora oggi magrissime. Ma, avverte l´esperto, "la restrizione alimentare a cui ci si sottopone per essere così filiformi genera uno scompenso ormonale che crea una situazione simile a quella della dipendenza dagli stupefacenti: quasi nessuna anoressica rimane tale per tutta la vita, in maggioranza diventano tutte bulimiche. Le vie neurali del sistema di ricompensa nel nostro cervello, infatti, sono uguali per il cibo e per la droga. E quando ci priviamo, ad esempio, dello zucchero, il cervello vai in tilt, così le malate perdono il controllo della situazione".

Dall´anoressia alla bulimia
Melchionda ricorda quindi che è la bulimia il disturbo più insidioso: "L´anoressia è una patologia che si nota e che più spesso finisce sui giornali, con le foto di donne emaciate e palesemente malate. E poi una donna anoressica ´pura´ è molto rara: nel giro di sei mesi, un anno, tutte diventano bulimiche. La bulimia, invece, è più subdola, non si vede, e le pazienti riescono a tenerla nascosta anche per anni".

Come la dipendenza da droga
E non è tutto: "La paziente anoressica", dice ancora l´esperto, "è inoltre egosintonica, cioè è convinta di stare bene, mentre la bulimica sta male e si svela nel momento in cui chiede un aiuto, ha bisogno di curarsi". Insomma, conclude, "i disturbi alimentari sono molto più simili alla dipendenza da droga di quanto si possa immaginare".

Redazione Staibene

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