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Vuoi relax e salute? Come scegliere le terme giuste

Le differenze tra terme, Spa e beauty farm: tutto quello che c’è da sapere per un week end tra la cucina i massaggi e i trattamenti che cancellano il grigio dell’inverno.

terme in autunno

Un po’ per vacanza, un po’mettere  da parte un po’ di salute che ritroviamo in inverno come meno influenze , raffreddori e dolori alle ossa,  le terme sono diventate la nuova frontiera del volersi bene.

Sicchè alle  porte dell’autunno, per  preparare il fisico  alla stagione fredda, oppure dopo i rigori invernali, con la bella stagione e in vista della fatidica prova costume gli italiani mettono una mano sulla coscienza.L’obiettivo di tornare alla forma il più delle volte perduta del tutto diventa primario. E il ricorso alle strutture specializzate, inevitabile.

Secondo l’associazione Telefono Blu, corrisponde al 4% degli italiani il popolo di coloro disposti a fare delle terme una tappa abituale per ritrovare il tono fisico e la forma giusta.

La meta più gettonata? Ischia, seguita dalle località tradizionali dell’Emilia Romagna, della Toscana e del Trentino Alto Adige.

All’estero vanno forte invece i centri termali di Croazia e Slovenia. Già, perché l’ultima moda in fatto di trattamenti benessere è stata ribattezzata “beauty trip mania”, vale a dire la tendenza a trascorrere un weekend rigenerante all’insegna del relax alle terme: molte agenzie di viaggio organizzano pacchetti ad hoc per soddisfare questa esigenza.

Il piacere, l´effetto rilassante e il benessere dell’azione delle terme è una tradizione millenaria: i Greci praticavano i bagni in acque calde e ritenevano che acque calde e vapori che sgorgavano dalla terra avessero un significato sovrannaturale.

I Romani frequentavano le terme quotidianamente e al loro interno avvenivano scambi sociali, culturali e commerciali.

 

Leggi: Le 3 cure termali che funzionano di più contro i raffreddori invernali

 

Ma cosa resta degli antichi fasti nelle terme di oggi? E come orientarsi tra le mille diciture che circolano (spa, beauty-farm, centri benessere o di remise en forme, terme…)?

Partiamo da un presupposto: con la legge numero 323 del 2000, all’articolo 2, lo Stato ha chiarito i criteri per individuare una struttura legittimata a definirsi “Terme”.

E allora, soltanto le cure che utilizzano acque termali o loro derivati che abbiano riconosciuta efficacia terapeutica per la tutela globale della salute possono usare legittimamente termini come “terme”, “termale”, “acqua termale”, “fango termale”, “idrotermale”, “idrominerale”, ´thermae”, “spa (salus per aquam)”.

Ma scendendo più nel dettaglio, ecco un rapido glossario per non sbagliare mai. Le tre grandi tipologie di centri benessere sono queste:

1) Centri di “remise en forme”. Una dicitura generica che comprende diverse strutture, dal normale estetista all’albergo di una località turistica che offre un pacchetto di trattamenti estetici vincolati al soggiorno.

 

Leggi : Terme Italia. motore di ricerca dei centri termali

 

2) Beauty farm. Sono i centri di salute integrale, stutture che collegano il soggiorno alla fruizione del pacchetto di trattamenti, di solito di tipo estetico (massaggi, sauna, bagno turco, ecc.), ma non legati all’utilizzo di acque termali. Hanno l’obbligo di mettere a disposizione un medico, un dietologo e uno psicologo.

3) Terme. Sono tutte le strutture che sfruttano le acque e i fanghi termali. Comprendono sia i trattamenti estetici, sia quelli curativi. E sono obbligate a usufruire dell’assistenza di medici specializzati (dietologo, medico generico, medico estetico), estetisti e psicologi.

Come e quanto fanno bene

Qualche anno fa, il Ministero della Salute commissionò ai principali centri italiani una ricerca medico-statistica (intitolata “Naiade”, dal nome della ninfa greca delle acque sorgive) per verificare l’efficacia delle cure termali, nei confronti di alcune patologie.

Il risultato fu sorprendente: in due anni di studio su 40 mila clienti, si dimostrò una notevole funzione benefica, con risvolti positivi anche sulla qualità della vita.
In particolare, si è visto che in caso di artrosi il dolore diminuisce in una misura compresa tra il 55 e il 70%, e la capacità di movimento aumenta del 20,6%.

 

Leggi ancheArtrosi, tutte le risposte che ti servono

 

Per quanto riguarda invece le malattie respiratorie, tosse e secrezioni calano del 12, 17,1%, l’affanno da sforzo del 12,1%.

In caso di psoriasi, dolore, bruciore e prurito diminuiscono tra il 47,1% e l’86,6%.

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Redazione Staibene

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