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Allattamento al seno

È l’alimentazione del bambino con LATTE materno assunto dal bambino stesso direttamente dal seno materno. Il latte umano è il più idoneo per il lattante: viene «preparato» volta per volta, è sterile (non contiene batteri), sempre disponibile e alla temperatura esatta. È particolarmente vantaggioso nei bambini a rischio di allergie oppure con intolleranza ai latti artificiali. L’alimentazione della nutrice deve essere completa e bilanciata, in modo che il latte fornisca tutte le sostanze necessarie, anche se dopo qualche mese scarseggerà la vitamina D, per cui diviene necessario iniziare lo svezzamento con alimenti che la contengono (intorno al quinto mese). Il neonato va attaccato al seno il più presto possibile dopo la nascita, per fargli assumere il COLOSTRO, il primo nutrimento, vero concentrato di energia che serve inoltre a facilitare lo svuotamento dell’intestino dal MECONIO. Lo stimolo più efficace per una sufficiente secrezione di latte è lo svuotamento regolare e completo del seno: per questo motivo il cosiddetto allattamento «a richiesta» non è consigliabile. Occorre stabilire orari regolari, anche se non drastici, rispettando le richieste del bambino, in modo da permettere a questi una buona e completa digestione, e alla madre di avere dei tempi di relax per se stessa e di occuparsi delle attività quotidiane. Indicativamente, fino ai 4 kg di peso, il lattante deve fare 6 pasti al giorno (ogni 3 ore e 1/2 circa) per passare poi a 5 pasti (ogni 4 ore circa). Dopo l’inizio dello svezzamento, tra il quinto e il sesto mese, il bambino di solito passa spontaneamente a 4 pasti al dì. L’ambiente che circonda il lattante riveste grande importanza per il suo sviluppo psico-fisico: deve essere tranquillo e la madre deve poter allattare rilassata e serena, sì da salvaguardare al massimo il rapporto con il figlio, vitale per il suo futuro. L’allattamento al seno è di indubbio vantaggio per il bambino, per il quale divengono molto meno frequenti le infezioni intestinali e respiratorie e le malattie infettive in genere. Questi benefici effetti sono molto più evidenti nei primi tre mesi di vita, ma persistono fino al secondo anno; inoltre, i bambini allattati al seno diverranno adulti «protetti», specialmente a livello dell’apparato cardiovascolare, riducendo di molto questo tipo di alimentazione non solo il rischio di cardiopatie, ma anche di tutti quei disturbi che costellano la vita di molti individui. I benefici dell’allattamento materno si riflettono in special modo sulla crescita; è dimostrato che nei primi tre mesi di vita i neonati allattati al seno crescono molto più rapidamente degli altri bambini. Le controindicazioni all’allattamento al seno comprendono – nella madre – le infezioni acute, la nefrite, l’eclampsia, la tbc attiva, il tifo, la malaria, la malnutrizione cronica, la tossicodipendenza, l’AIDS, le malattie mentali gravi. Le controindicazioni neonatali comprendono invece un peso alla nascita inferiore ai 2 kg, per cui è necessario un apporto calorico maggiore di quello dato dal latte materno, l’intolleranza al lattosio e l’allergia grave verso le singole componenti del latte.

Redazione Staibene

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