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Allarme antibiotici: 1 su 2 in Ospedale non funziona contro le infezioni

La società delle malattie infettive denuncia l’inefficacia dei più diffusi antibiotici usati contro le infezioni che infatti aumentano. Tutte le cause e i nomi dei farmaci bocciati.

Se siamo costretti ad un ricovero in Ospedale, o abbiamo un parente o un amico che deve ricorrere alle cure ospedaliere italiane, stiamo molto attenti agli antibiotici che ci somministrano, e se si chiamano Ciprofloxacina pretendete di sapere se sono i migliori per l’infezione che dovete curare.

La ragione?  Nella metà delle volte in cui vengono prescritti sono totalmente o parzialmente inefficaci a combattere i batteri che dovrebbero sconfiggere; con il risultato che loro, i batteri, diventano sempre più forti, e noi, pazienti, sempre più deboli perché soggetti ad infezioni che non se ne vanno.

Abbiamo citato 2 nomi di farmaci, operazione molto rischiosa e delicata, ma se lo facciamo è perché si tratta di un vero e proprio allarme con tanto di documentazione scientifica. E’ infatti l’allarme lanciato dall’AMIT, il congresso delle malattie infettive che parla di vera e propria emergenza epidemiologica negli ospedali italiani.

Stiamo affrontando sia a livello globale che locale delle emergenze epidemiologiche, in alcuni casi drammatiche, causate dalla sempre più grande diffusione di ceppi batterici con sensibilità a poche o addirittura nessuna classe di antibiotici – spiega il Presidente del Congresso Marco Tinelli, Direttore Azienda Ospedaliera di Lodi e Componente del Consiglio Nazionale della SIMIT Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.

Perché ci ammaliamo dove andiamo per guarire

Ed in effeti quando andiamo in ospedale generalmente abbiamo un problema da cui vorremmo guarire. E’ paradossale che invece che è proprio dovremmo guarire che ci ammaliamo, soprattutto se rischiamo di lasciarci la pelle come accade nell’1% dei ricoveri per infezione.

Il fenomeno non è solo italiano: sono 4 milioni le persone che in Europa prendono un’infezione in ospedale e sono 150 mila quelli che  muoiono  per questo. in Italia  tra il 5-8% dei ricoveri.

Le infezioni più frequenti sono quelle post operatorie (19.6%), ai polmoni (19,4%) quelle urinarie ( 19%). Seguono le infezioni al torrente circolatorio (10,7%) e  le gastrointestinali (7,7%).

Le cause del rischio così alto

Le principali cause di questo aumento delle infezioni ospedaliere sono 5:

  1. l´ uso di tecniche diagnostiche e terapeutiche sempre più potenti e invasive; 
  2. l’aumento di patologie croniche; 
  3. la permanenza prolungata in ospedale; 
  4. l´aumento della complessità dei servizi e del trasferimento dei pazienti nei diversi settori assistenziali.
  5. il non corretto utilizzo degli antibiotici;

In quest’ultimo caso in Italia abbiamo il record perchè curiamo le infezioni con antibiotici inadatti   e fino ad uno su 2 non funziona. crederci. Secondo i dati forniti dalla Simit  in molti pazienti il 48% dei farmaci impiegati risultano inefficaci alla cura. Sotto accusa soprattutto i chinoloni, in particolare la Levofloxacina e Ciprofloxacina tra i più usati sia dai Medici di Famiglia che in Ospedale. L’Italia è, tra i paesi della comunità europea, la nazione che le più alte percentuali di resistenza alla maggior parte degli antibiotici con percentuali che vanno dal 25% a oltre il 50%.  L’Italia è anche il paese della Comunità Europea dove circolano anche più batteri resistenti a tutti gli antibiotici. “

Tale fenomeno di multi resistenza agli antibiotici preoccupa particolarmente gli ospedali, italiani ed europei, dove sussistono alte percentuali di infezione causate soprattutto da batteri che comunemente popolano l’intestino (gli enterobatteri) senza dare nessun problema. Purtroppo alcuni di essi, proprio a causa dell’uso eccessivo degli antibiotici diventano resistenti.

Tra i batteri   più forti degli antibiotici che dovrebbero sconfiggerli ci sono soprattutto l’Escherichia Coli (15,9%) Leggi anche: Escherichia coli: 8 modi per difendersi dal batterio killere la Klebsiella Pneumoniae (8,7%) entrambi resistenti a gran parte o a tutti gli antibiotici. Leggi : Infezioni quanto si rischia in ospedale.


Secondo  l’AMIT sono poche le soluzioni in questi casi, e poche chance di trovare una moltitudine di antibiotici attivi nel prossimo futuro, perché le case farmaceutiche investono tendenzialmente verso altre molecole per malattie che vengono somministrate per tutta la vita.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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