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AIDS

Agisce aumentando il rischio di infezioni e malattie da parte di virus, batteri, protozoi e funghi

Aids

Che cos’è
L’AIDS è una malattia infettiva causata dal virus HIV  (Human Immunodeficiency Virus).
L’infezione da Hiv provoca un indebolimento progressivo del sistema immunitario (immunodepressione), aumentando il rischio di infezioni e malattie – più o meno gravi – da parte di virus, batteri, protozoi e funghi, potenzialmente letali alla lunga distanza e che, in condizioni normali, potrebbero essere curate più facilmente.

Come si riconosce
Dopo essere entrata in contatto con l’Hiv, una persona può diventare sieropositiva e cominciare così a produrre anticorpi diretti specificamente contro il virus, dosabili nel sangue. La sieropositività implica che l’infezione è in atto e che è dunque possibile trasmettere il virus ad altre persone. La comparsa degli anticorpi, però, non è immediata. Il tempo che intercorre tra il momento del contagio e la comparsa nel sangue degli anticorpi contro l’Hiv è detto “periodo finestra” e dura mediamente 4-6 settimane, ma può estendersi anche fino a 6 mesi. Durante questo periodo, anche se la persona risulta sieronegativa è comunque in grado di trasmettere l’infezione.

Gli esami per individuarla
E’ possibile vivere da sieropositivi per anni senza alcun sintomo e accorgersi del contagio solo al manifestarsi di una malattia. Sottoporsi al test della ricerca degli anticorpi anti-Hiv è, quindi, l’unico modo di scoprire l’infezione.

Come si trasmette
Esistono tre diverse modalità di trasmissione dell’Hiv: per via ematica, per via sessuale e per via materno-fetale.

  • La trasmissione per via ematica avviene con stretto e diretto contatto fra ferite aperte e sanguinanti e scambio di siringhe con un sieropositivo. A partire dal 1985 questo tipo di trasmissione dell’infezione è stato praticamente eliminato, grazie a un maggiore controllo delle unità di sangue.
  • La trasmissione sessuale è nel mondo la modalità di trasmissione più diffusa dell’infezione da Hiv. I rapporti sessuali, sia eterosessuali che omosessuali, non protetti dal profilattico possono essere causa di trasmissione dell’infezione, trasmissione che avviene attraverso il contatto tra liquidi biologici infetti (secrezioni vaginali, liquido pre-eiaculatorio, sperma, sangue) e mucose durante i rapporti sessuali. La trasmissione è possibile anche se le mucose sono integre.Tutte le pratiche sessuali che favoriscono traumi possono provocare un aumento del rischio di trasmissione. Per questo motivo i rapporti anali sono a maggior rischio, perché la mucosa dell’ano è più fragile e meno protetta di quella vaginale. Ulcerazioni e lesioni dei genitali causate da altre patologie possono inoltre far aumentare il rischio di contagio. Il coito interrotto non protegge dall’Hiv, così come l’uso della pillola anticoncezionale, del diaframma e della spirale. Le lavande vaginali, dopo un rapporto sessuale, non eliminano la possibilità di contagio. Il coito interrotto non protegge dall’Hiv, così come l’uso della pillola anticoncezionale, del diaframma e della spirale. Le lavande vaginali, dopo un rapporto sessuale, non eliminano la possibilità di contagio.
  • La trasmissione da madre a figlio, o verticale, può avvenire durante la gravidanza, durante il parto, o con l’allattamento. Il rischio per una donna sieropositiva di trasmettere l’infezione al feto è circa il 20%. Oggi è possibile ridurlo al di sotto del 4% somministrando zidovudina (Azt, primo farmaco usato contro l’Hiv) alla madre durante la gravidanza e al neonato per le prime sei settimane di vita. Per stabilire se è avvenuto il contagio il bambino deve essere sottoposto a controlli in strutture specializzate per almeno i primi due anni di vita.

Come non si trasmette il virus

Il virus non si trasmette attraverso:

  • strette di mano, abbracci, vestiti;
  • baci, saliva, morsi, graffi, tosse, lacrime, sudore, muco, urina e feci;
  • bicchieri, posate, piatti, asciugamani e lenzuola;
  • punture di insetti

E ancora. Il virus non si trasmette frequentando:

  • palestra, piscina, docce, saune e gabinetti;
  • scuole, asili e luoghi di lavoro;
  • ristoranti, bar, cinema e locali pubblici;
  • mezzi di trasporto

Come si previene
Per evitare la trasmissione dell’infezione per via ematica:

  • evitare l’uso in comune di siringhe e aghi per l’iniezione di droghe;
  • non sottoporsi ad agopuntura, mesoterapia, tatuaggi e piercing se gli aghi utilizzati non sono monouso o non sono stati sterilizzati;
  • avere rapporti sessuali con un partner che non sia infetto;
  • eventualmente, astenersi dai rapporti sessuali;
  • nel caso di rapporti occasionali (vaginali, orogenitali o anali), utilizzare il profilattico.

Come si cura
La terapia è in genere composta da più farmaci antiretrovirali che permettono di ridurre la carica virale e migliorare la situazione immunitaria. Nel 1987 è stato introdotto il primo farmaco antiretrovirale, la zidovudina (Azt), in grado di inibire l’attività della trascrittasi inversa, fondamentale per la replicazione dell’Hiv. Successivamente si sono aggiunti il 3tc e il D4t, ma anche altri inibitori come la nevirapina e l’efavirenz, che agiscono con un diverso meccanismo.

(fonte: Iss – Istituto superiore di sanità)

Redazione Staibene

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