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Adolescenti: quanto conta il Gruppo di amici nell’educazione dei figli

Adolescenti: quanto conta il Gruppo di amici nell’educazione dei figli? Una delle situazioni di maggiore difficoltà dei genitori che affrontano l’educazione dei figli adolescenti è il confronto-scontro continuo con “il Gruppo”, di amici, la comitiva, ovvero gli altri con i quali i figli in età dal 12 ai 18 anni passano volentieri il loro tempo libero.

La difficoltà nasce infatti dal confronto di valori, usi, abitudini acquisiti in famiglia con quelli che provengono dall’esterno, appunto dal  “Gruppo” ma non solo (si pensi al cinema, i testi delle canzoni, la pubblicità) . E poiché non sempre il confronto tra i valori familiari e quelli del “Gruppo” coincidono, può accadere che il ragazzo adolescente si senta strattonato da un lato da ciò che dicono o fanno i genitori, e dall’altro da tendenze centrifughe ispirate quando non addirittura imposte dal “Gruppo”, pena l’esclusione del ragazzo o della ragazza che può degenerare anche nel bullismo.

Anne Paul Murphy, una giornalista specializzata in materia, collaboratrice del New York Times e autrice del libro “ The science of how we get smarter”, l’arte per diventare più svegli, è convinta che il “Gruppo” può anche avere un lato positivo. Ecco quando e perchè.

 

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Quando il Gruppo rende gli adolescenti più avventati

 

Partiamo da un dato di fondo, che è poi quello per il quale gran parte dei genitori guarda con sospetto agli amici dei figli e tende il più possibile ad attrarli in casa per conoscerli e, attraverso di loro, capire se sono una buona compagnia.

Ebbene il sospetto e la preoccupazione dei genitori non sono una fissazione ansiogena ma  sono fondati, perchè le statistiche dimostrano per esempio che un guidatore adolescente con un passeggero della stessa età a fianco, ha un rischio maggiore di incappare in un incidente stradale rispetto ad uno che guida da solo o con un adulto vicino.

In uno studio del 2005, due ricercatori della Temple University, i professori  Steinberg e Gardner, dopo aver diviso 306 adolescenti per fasce d’età in tre gruppi (età media 14 anni; età media 19 anni; e adulti dai 24 ani in su) ed aver fatto fare loro un videogioco in cui bisognava evitare di schiantarsi con l’automobile contro un muro, hanno scoperto che, se alla guida accanto c’era un coetaneo,  il comportamento degli adolescenti più vecchi era del 50% più spericolato di quello degli adulti, mentre quello dei più giovani lo era di oltre il 100% . Al contrario, il comportamento degli adulti non cambiava in nessuna circostanza.

Dunque, la compagnia di un coetaneo rendeva peggiore il comportamento dell’adolescente.

 

 

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