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Adolescenti, come difenderli da Blue whale e i giochi estremi che li “suicidano”

Si chiama Blue Whale ed è il gioco terribile che porta al suicidio figli adolescenti fragili e poco seguiti dai genitori. Ecco come funziona, da dove nasce, come difendere gli adolescenti italiani.

balena blu

Si chiama Blue whale ed è il gioco terribile che porta al suicidio figli adolescenti fragili e poco seguiti dai genitori.

A denunciarlo è la Polizia Postale che, di fronte al dilagare diffusissimo e crescente della notizia, è corsa ai ripari e indaga sugli autori e sui rischi che corrono centinaia di migliaia di ragazzi, utenti di Facebook e di altri socialnetwork, canali attraverso i quali colpisce il gioco suicida.

Ma come funziona? Da dove nasce? Come riconoscere un figlio vittima del gioco prima che sia troppo tardi? E cosa si può fare per mettere al riparo gli adolescenti italiani?

 

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Come funziona il gioco maledetto

 

Le indagini sono in corso e finora ci si deve affidare solo alle testimonianze di chi lo ha praticato, perchè il gioco, simboleggiato da un disegnino che invita a diventare una balena blu, e diffuso come App attraverso i Social, sarebbe una creatura di un russo di nome Philipp Budeikin, ex studente di psicologia espulso dall’università ed arrestato a novembre 2016.

Obiettivo del folle gioco sarebbe quello di depurare l’umanità dei soggetti deboli ed indegni di vivere, che scoprirebbero di essere tali appunto attraverso le prove estreme del gioco stesso.

Solo considerando questa motivazione, appare evidente la psicopatia dell’inventore che tuttavia, grazie alla pervasività senza controllo dei contenuti pubblicati in rete attraverso i social, ed al potere diffusivo di alcuni quotidiani scandalistici inglesi come il Sun ed il Guardian, sarebbe riuscito a scatenare un effetto emulativo e moltiplicativo della curiosità e della percezione del pericolo.

Il russo è stato arrestato nel 2015 anche se informazioni pubblicare sulla stampa il 15 maggio 2017 accreditavano l’ipotesi dell’arresto recente.

Il funzionamento del gioco, secondo quanto riferito da chi ne ha avuto cognizione, consiste nel catturare sui social ragazzi adolescenti attraverso un messaggio intrigante al quale segue una tecnica di adescamento.
Raggiunti in un’età particolare della vita, cioè l’adolescenza, particolarmente fragile perchè di transizione tra l’età infantile e quella adulta, con maturazione cerebrale in piena evoluzione e tale da falsare le reali percezioni razionali, i ragazzi più fragili e meno seguiti dai genitori cadrebbero nella trappola e si sottoporrebbero alle terribili prove estreme richieste da un sedicente tutor dirette a verificare la consapevolezza di sé.

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it

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