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Le 7 regole obbligate per lo spumante perfetto

Se a Natale o a Capodanno vogliamo brindare con un ottimo spumante vi forniamo i 7 consigli ineludibili per le bollicine perfette.

spumante

Se a Natale o  a Capodanno vogliamo  brindare con ottime bollicine, italiane o francesi, il modo migliore per riuscire nell’intento è  preparare per tempo il prezioso nettare che vogliamo assaporare  recependo i 7  consigli  fondamentali  dello spumante perfetto che sono: l’acquisto, il riposo, la conservazione, la cantina, la luce, la compagnia e l’invecchiamento.

 

1 – ACQUISTO –

Partiamo con l’acquisto. Ciò che bisogna evitare come la peste è evitare di sottoporre il vino a frequenti e forti sbalzi di temperatura, come può accadere dopo esser usciti dalla cantina o dall’enoteca  ed aver  lasciato la bottiglia nel bagagliaio della macchina, sia in inverno che in estate. A maggior ragione, se acquistiamo direttamente in cantina quantitativi consistenti, va evitato di farlo in piena estate o in pieno inverno così come sconsigliabile per lo stesso motivo è affidarsi a spedizioni con il corriere.

 

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2 – RIPOSO –

Una volta che lo champagne è arrivato a casa, occorre ricordare di lasciarlo riposare prima di consumarlo. Il periodo di riposo varia da bottiglia a bottiglia: in linea di massima, più il trasporto è stato lungo, più la bottiglia necessita riposo; analogamente, più il vino è prestigioso o d’annata e più merita di aver il giusto tempo per riprendersi dallo spostamento per esprimersi al meglio.

 

3 – CONSERVAZIONE –

E’ il punto cruciale: dove conservarlo e come farlo nel modo migliore?
Negli ultimi anni l’industria delle cantinette per vino, con temperatura e umidità controllate, hanno rivolto la loro attenzione anche al mercato consumer, predisponendo prodotti in grado di garantire una buona qualità della conservazione ad un costo del tutto sommato affrontabile anche da un semplice appassionato. Per chi non possiede molto bottiglie, acquistare una di queste cantinette potrebbe sicuramente rappresentare la soluzione migliore, anche se, a giudizio di alcuni, la temperatura costante porta il vino a non “invecchiare” adeguatamente. Di certo, meglio una cantinetta che il frigorifero di casa.

Chi invece si ritrova con qualche centinaio di bottiglie, non può far altro che trovare un adeguato locale, cantina, che possa contenerle. Sulla cantina ideale per garantire un’ottima conservazione ed invecchiamento dei vini sono stati scritti fiumi di inchiostro  in  una sterminata letteratura. Ecco alcune delle più consolidate indicazioni essenziali affinché il vino superi indenne la prova del tempo.

 

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4 – LA CONSERVAZIONE E LA CANTINA –

La cantina: deve essere innanzitutto asciutta, ma non troppo, l’umidità deve essere del 65-75%, meglio se interrata o seminterrata. Le condizioni ambientali devono evitare sia l’essiccazione del tappo di sughero che la crescita di muffe che possono pregiudicare l’abbigliamento della bottiglia e il prestigio della conservazione dell’etichetta. Il locale deve avere una buona aerazione e temperatura il più possibile costante che non scenda sotto i 10-12°C e non superi i 15-16°C, e soprattutto che non ci siano repentini sbalzi termici. Una temperatura più alta (e comunque sempre inferiore ai 22°) porterà il vino a maturare più rapidamente; con una inferiore ai 14° il vino avrà maggior difficoltà a sviluppare, tutte le sue caratteristiche. Le fluttuazioni termiche di un seminterrato poco isolato possono contribuire ad un invecchiamento precoce dello spumante, eventualmente aggravata dalla perdita di elasticità del sughero. Se si necessità di abbassare la temperatura è meglio farlo con un sistema a caduta d’aria piuttosto che con un sistema a ventilazione. La miglior ubicazione di una cantina e quella che garantisce la lontananza da tutte le fonti di vibrazioni; macchinari, strade, sollecitazioni varie.
Qualora uno decidesse (e avesse la possibilità) di costruirsi una cantina ex-novo, consigliamo di utilizzare materiali naturali per le parti in muratura, come il cotto in tulle le suo espressioni. E’ da sconsigliare vivamente l’utilizzo del cemento e di tutti i materiali precomposti. Per il rivestimento, il legno massello, trattato con cere naturali, è ovviamente la soluzione ottimale.

 

5 – LA LUCE –

Importantissima, oltre alla temperatura ed agli sbalzi  di calore è l’esposizione alla luce. Le bottiglie devono essere tenute al buio, coricate in modo che il tappo rimanga bagnato dal vino e resti turgido impedendo così l’entrata dell’ossigeno.

 

6 – LONTANO DAGLI  ALTRI VINI

Un’altra regola importante, che vale non solo per gli spumanti, ma per tutti i vini ed altri alimenti quali salumi, formaggi, carni, è che questi alimenti devono essere tenuti rigorosamente distanti dal vino, in altri ambienti, perché attraverso il sughero il vino assume odori ed elementi chimici che potrebbero alterarlo.

 

7 – L’INVECCHIAMENTO

La regola generale è che lo spumante prima si beve e meglio è, anche per evitare le magre figure nelle quali incorrono i principianti e gli ignoranti i quali pensano che uno Champagne  d’annata, invecchiato chissà quanti anni, una  sia una prelibatezza ed invece  devono scontrarsi con  la delusione di un tappo che non salta, di bollicine svanite e un vino che somiglia ad una gazzosa invecchiata.

Per quanto riguarda il tempo massimo di conservazione potremmo dire che gli spumanti dolci tipo Asti, Brachetto, e anche Cartizze vanno bevuti entro l’anno successivo alla vendemmia, per i vini secchi più freschi ottenuti con il metodo Charmat come il Prosecco di Valdobbiadene si può arrivare a due anni; per gli spumanti classici il discorso si fa più complesso; facendo data dalla sboccatura (di cui purtroppo non sempre si sa qualcosa) entro un anno, massimo un paio d’anni, si debbono bere le cuvées più diffuse, entro tre o quattro anni i millesimati, anche se alcuni grandi vini possono reggere di più.

Tutti però perdono freschezza e perlage con il tempo, ma, come per i vini fermi, acquisiscono un carattere più complesso e ricco. L’affinamento di uno spumante, preparato con il metodo classico, avviene principalmente nelle cantine di elaborazione.

Dopo l’invecchiamento necessario, deciso dalla casa, non è generalmente vantaggioso conservare lo spumante per molto altro tempo. Questo perchè, dopo un periodo che varia a seconda delle condizioni di conservazione, da pochi mesi a diversi anni, il tappo perde la sua elasticità e prende la forma di uno spillo.

In questa fase, aumenta l’ossidazione con sfumature di evoluzione sempre più marcate, e la perdita di anidride carbonica con diminuzione dell’effervescenza.

Se non avete una cantina idonea, non preoccupatevi, tenete i vini nell’angolo più fresco dell’abitazione, coricati e protetti da sbalzi di temperatura e dalla luce diretta o troppo forte, e soprattutto beveteli.

 

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