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Il pane: meglio bianco o integrale? Guida al tipo giusto

pane

Il pane? Quando fu fatta l’unità d’Italia ne mangiavamo 1 chilo e mezzo al giorno a testa mentre oggi appena 85 grammi. La pagnotta, quella classica di farine bianche, non ci piace più, preferiamo o il pane fatto con farine diverse, dal kamut al farro, o i suoi sostituti come i grissini, i crackers, le gallette di farro, il pane molle.

Ma insomma che succede al compagno di sempre dei nostri pranzi? E se ne mangiamo sempre meno, quale pane ci conviene assaporare: quello fatto con farine bianche e raffinate al quale è stata sottratta la componente di fibra contenuta nel grano? o il pane integrale, quello che all’occhio si presenta scuro e di sapore più rude, perchè prodotto con farine alle quali le fibre sono state interamente lasciate?

 

 

La rivoluzione del pane e della salute alimentare

 

I dati della Coldiretti parlano chiaro: il pane è diventato marginale sulle tavole degli italiani. Nel 2015, ultimo anno con dati aggregati disponibili, gli italiani ne hanno acquistato il 3% in meno rispetto all’anno prima, e quegli 85 grammi a testa al giorno che costituiscono i consumi individuali, sono il minimo storico mai toccato in Italia.
Una tendenza costante nel tempo ma che negli ultimi dieci anni ha accelerato, al punto che i consumi nel decennio si sono dimezzati.

La ragione? La trasformazione del palato degli italiani e la diffusione, lenta ma inesorabile di un fenomeno positivo, l’attitudine ad abitudini alimentari più salutari, con l’arrivo e la preferenza per farine biologiche, per prodotti senza glutine, a base di cereali alternativi, con le varianti salutiste sempre più apprezzate come il pane a lunga lievitazione, senza grassi, con poco sale ed integrale.

 

 

 

Quanto pane mangiare al giorno

 

Ma al di là di quanto ne acquistiamo e ne mangiamo ogni giorno, quali sono le quantità di pane ideali per un pasto normale?
Una risposta univoca non può essere fornita ma un orientamento si. Tutto dipende daccome è composto il resto del pasto che ci accingiamo a consumare.

Il volume “Guida alle combinazioni alimentari” ,pubblicato da Demetra, dedica mota attenzione all’associazione dei cibi ed aiuta a capire che se per esempio il nostro peso è composto da altri carboidrati, come la pasta, le patate, i legumi la frutta secca e i dolci, il pane va assolutamente o evitato o arginato, a seconda di quanti altri carboidrati abbiamo intenzione di ingerire.

La ragione è che la combinazione dei cibi deve assicurare che gli stessi stazionino poco tempo nello stomaco. Perchè se il cibo è male abbinato ad altri cibi, lo stazionamento nello stomaco si prolunga fino ad 8 ore e la digestione può durare fino anche a 70 ore. Il cibo che ristagna nello stomaco per effetto di una lunga digestione degenera, produce tossine e malesseri ( gonfiore, stanchezza, sonnolenza, acidosi, scarsa lucidità).
Pane bianco o integrale ?

 

Diciamo subito che sono integrali quei cibi che sono così come la natura li ha prodotti e non hanno subito quel processo di eliminazione di alcune componentiche si chiama raffinazione. La raffinazione infatti consiste nel togliere uno o più strati esterni del cereale, le cosiddette fibre che hanno moltio effetti positivi per la salute dell’intestino e dell’organismo in generale.

Negli ultimi vent’anni le abitudini alimentari sono molto cambiate ( più carni e formaggi e meno vegetali) e i cereali che consumiamo, peer agioni di sapore e d estetiche sono sempre più raffinati.
Numerose riocerche hanno pero dimostrato che il prezo pagato al sapore ed alla bellezza estetica del cibo è stato alto in termini di salute gastrica ed intestinale.

 

Le controindicazioni sono 4:

  1. Pane o pasta prodotti con farine raffinate e senza fibre danno un minor senso di sazietà e dunque ne mangiamo di più;
  2. La permanenza del cibo nell’intestino per più tempo (40 ore per il pane bianco 20 ore per il pane integrale) causato dal minor volume di residui, provoca di conseguenza un maggiore assorbimento dei carboidrati e grassi che favoriscono l’aumento di peso e l’aumento dell’assorbimento di colesterolo con possibile insorgenza di malattie cardiovascolari;
  3. Diminuisce l’assorbimento e la degradazione degli acidi biliari, causata dalla presenza di una flora batterica prevalentemente anaerobica;
  4. Aumentare la pressione endo-addominale (al fine di favorire l’espulsione delle feci) che ostacola il riflusso venoso nell’area del retto e degli arti inferiori.

Per queste principali ragioni gli esperti nutrizionisti indicano dunque che nel nostro pasto occorre mangiare più pane integrale che pane bianco.

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