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Morire di malaria? Ecco come correre ai ripari

E’ possibile morire di malaria in Italia senza essere punti da una zanzara anofele? Per dare risposta a questa domanda, decine di epidemiologi medici scienziati si stanno arrovellando dopo il decesso della bambina di Trento di 4 anni devastata da una disgregazione delle cellule cerebrali dovuta proprio alla micidiale malattia.

Ma i dati di fatto parlano chiaro: la bambina ed i suoi genitori non hanno mai effettuato viaggi esotici in Paesi infestati dalla malaria, né in Italia il sistema di sorveglianza sanitario ha più segnalato la presenza della zanzara anofele nel nostro Paese dopo le bonifiche delle numerose paludi esistenti in Italia fino agli inizi del secolo scorso.

Ed allora come si spiega? Gli italiani devono tornare a tenere il ritorno di malattie che sembravano definitivamente sconfitte?

 

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Le ipotesi sul tappeto

Il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità stanno conducendo accertamenti e si ipotizza c he la bambina possa essere stata contagiata non punta. Ma dove? Da chi?

La svolta clamorosa è avvenuta il 6 settembre 2017, giorno in cui la Procura di Trenti ha aperto una indagine per omocidio colposo per accertare se siano stati seguiti i protocolli prescritti per le cure per ricostruire con precisione le tappe cliniche che hanno portato alla morte della bimba. La piccola era stata ricoverata prima per diabete a Portogruaro e a Trento, poi era tornata in quest’ultimo ospedale, dove una prima volta le era stata diagnosticata una faringite e una seconda la malaria, fatale poco dopo il trasferimento a Brescia. Terzo punto da verificare, se gli elementi che è possibile raccogliere lo consentiranno, è come sia avvenuto il contagio, quindi se attraverso strumenti utilizzati per le cure o a causa della puntura di una zanzara.

Il Ministro della Salute ipotizza che la bambina sia stata contagiata in Ospedale. Infatti, il 21 agosto, ultimo giorno di ricovero della piccola, è arrivata in ospedale una famiglia del Burkina Faso, di ritorno da un viaggio nel Paese d’origine, con due bambini con la malaria, che sono stati ricoverati, ma erano in stanze diverse. I due bambini sono guariti.

Ma gli esperti sono perplessi percè la malaria si contagia per via ematica ed è difficile immaginare che ci statop un contatto di sangue tra i bambini africani e la bambina italiana, anche se effettivamente ion Ospedale c’era una sala giochi comune.

Una delle circostanze che hanno aggravato la situazione è stata la tardiva diagnosi. Per cui la cosa più importante è riconoscere i sintomi della malaria.

 

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direzione staibene.it

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