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Mal di pancia, i 5 segnali che consigliano la colonscopia

I 5 segnali che consigliano la colonscopia, l’indagine che serve a scoprire se dietro ad un semplice mal di pancia si nasconde qualcos’altro.

colonscopia

Chi ha dolori addominali,  stitichezza, diarrea, sangue nelle feci ed  anemia  ed ha più di 40 anni  farebbe bene a  recarsi dal medico e chiedere se non è il caso di dare un’occhiata allo stato di salute del colon retto attraverso una indagine che si chiama colonscopia.

La ragione?  Togliersi il dubbio che non  sia in atto un tumore al colon, la seconda causa di morte per tumore nell’insieme dei due sessi in Italia. Ogni anno 34.000 persone si ammalano di un carcinoma colorettale e 17.000 muoiono per questa malattia. Un rischio  associato  ad una dieta ricca di grassi, proteine, calorie, alcol e carne, ma povera di fibre, calcio e folati. E dunque tipico dei paesi “ricchi”.

Nessun allarme, ma molta prevenzione 

Non è ovviamente detto che dietro ai sintomi indicati  si nasconda necessariamente un tumore: esiste una vasta gamma di malanni, fortunatamente, molto meno preoccupanti che vanno dalla  presenza di lesioni e anomalie come polipi, diverticoli,  fino a malattie ulcerose, come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn.

Ma che si tratti di una preoccupazione nazionale lo documenta il Ministero della Salute che, di fronte al numero di casi di tumore al colon retto, soprattutto nei maschi adulti, ha inserito la colonscopia nel set di analisi di prevenzione obbligatoria previsti dal Servizio Sanitario nazionale  gratuitamente .

Sei a rischio tumore al colon? Scoprilo con IL TEST

Cos’è e a cosa serve la colonscopia

 L’indagine viene eseguita utilizzando un endoscopio, che è un lungo tubo flessibile alla cui estremità si trova una luce e una telecamera. L’endoscopio, che ha un diametro approssimativamente uguale a quello di un dito indice risale attraverso l’ano e esplora l’interno del colon.

Con al colonscopia il medico può individuare o escludere al presenza di malattie e viene consigliata in presenza di questi sintomi: dolori addominali;  stitichezza; diarrea; presenza di sangue nelle feci, evidente o in forma occulta (diagnosticata con un apposito esame di laboratorio sulle feci); in presenza di anemia (carenza di globuli rossi).

Inoltre l’esame può essere eseguito a scopo di screening dopo i 40 anni o più in persone che hanno un familiare che ha sofferto di tumore al colon. A volte durante lo svolgimento dell’esame il medico può ritenere opportuno prelevare piccoli frammenti di tessuto (biopsia) che vengono successivamente inviati al laboratorio per un’analisi istologica.

La colonscopia è particolarmente utile per valutare la presenza di lesioni e anomalie come polipi, diverticoli, tumori, malattie ulcerose, come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn.

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Come prepararsi e come si svolgono i test

La colonscopia deve essere preceduta da un’adeguata preparazione poiché l’intestino può essere valutato solo in assenza di feci.

Nei tre giorni che precedono l’esecuzione si consiglia di non mangiare vegetali, frutta e formaggi, che fermentano l’intestino. Nelle trentasei ore che precedono l’esame è necessario mantenere una dieta liquida (sono consentiti acqua, tè zuccherato e brodo). Chi ha difficoltà a bere liquidi può eseguire un clistere per preparasi all’esame.

Due giorni prima dell’esame devono essere presi farmaci purganti che puliscono l’intestino. Il giorno dell’esame è necessario essere a digiuno. Il paziente viene fatto sdraiare sul fianco sinistro con le gambe piegate verso la pancia, la sonda viene inserita nell’ano e, nel suo percorso, può provocare un leggero fastidio. L’indagine dura in media tra i 15 e i 30 minuti.
Nel caso di intestino molto tortuoso, lungo o in presenza di aderenze potrebbero essere somministrate piccole dosi di farmaci sedativi, antispastici o antidolorifici. Per questo motivo è consigliabile avvertire il gastroenterologo di eventuali allergie ai farmaci.

Durante l’esame è importante rilassare la muscolatura addominale. Una volta terminato l’esame, occorre attendere 30 minuti prima di alzarsi.

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I valori di riferimento

Il risultato della colonscopia è un referto medico insieme alle immagini della parte esaminata. Di solito contiene osservazioni sui seguenti parametri:

  • sulla canalizzazione, ossia sulla transitabilità all’interno dell’intestino;
  • sulla plicatura interna, sulle pieghe trasparenti a forma di semiluna di cui è composto il colon;
  • sull’aspetto della mucosa e della tram venosa del colon;
  • sull’aspetto e dimensioni di eventuali polipi (sede, numero, profondità, sanguinanti o meno), di lesioni ulcerose, di stenosi, cioè di restringimenti per malattie infiammatorie o tumori.

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La colonscopia virtuale

La Colonscopia Virtuale è un esame radiologico che permette di studiare il colon ed è una metodica mininvasiva rispetto alla Colonscopia Tradizionale. Questo esame permette di vedere all’interno del nostro intestino, ovvero osservare il retto, il sigma ed il colon, senza il ricorso a nessuna sonda endoscopica bensì tramite una ricostruzione virtuale e molto precisa dell’interno del nostro intestino. Questo esame risulta quindi essere totalmente indolore e facilmente tollerabile dal paziente.
Ma ha  una controindicazione: qualora dall’esame risultino evidenze che destano qualche sospetto,  soprattutto nel caso di sospetto tumore, occorre fare la colonscopia tradizionale. Molti pazienti di fronte alla certo non agevole situazione preferiscono minimizzare  il fastidio e  fare la colonscopia tradizionale.

 

direzione staibene.it

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